Marocco

SEZIONE 1 | BACKGROUND DATA

Anagrafica

    • Nome ufficialeRegno del Marocco
    • Confini: Algeria (Est, Sud-Est), Sahara Occidentale (Sud-Ovest), Spagna (Ceuta e Melilla a Nord), Mar Mediterraneo (Nord-Est), Oceano Atlantico (Nord-Ovest, Ovest)
    • Forma di governo: Monarchia Costituzionale
    • Religioni: musulmani (sunniti 97%, sciiti 2%), altri (1%)
    • PIL: 103.142 milioni di $ (pro capite: 3.079 $)

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    • Superficie442.311 km²
    • Gruppi etnici: berberi (45%), arabi (44%), altri (11%)
    • Lingue: arabo, dialetti berberi, francese
    • Popolazione: 33.348.955 
    • Tasso di migrazione netta: -3,3/1.000
    • Tasso di natalità: 20,8 (nati/1.000 abitanti)
    • Urbanizzazione popolazione: 60,3%
    • Città principali: Casablanca (3.359.818 ab.), Rabat (cap., 1.967.000 ab.), Fès (1.112.072 ab.), Tangeri (947.952 ab.), Marrakech (928.850)
    • Aspettativa di vita media: 76,9 anni
    • Principali partiti politici: Partito della Giustizia e dello Sviluppo (PJD), Partito dell’indipendenza (Istiqlal), Unione nazionale degli indipendenti (RNI), Partito autenticità e modernità (PAM)
    • Moneta: dirham
    • Exports partners: Spagna (22.1%), Francia (19.7%), India (4.9%), USA (4.3%), Italia (4.3%) 
    • Imports partners: Spagna (13.9%), Francia (12.4%), Cina (8.5%), USA (6,5%), Germania (5.8%), Italia (5.5%), Russia (4.4%), Turchia (4.3%)

     

Un ritratto del Re del Marocco, Mohammed VI

Istituzioni

Il Marocco è stato un protettorato francese dal 1912 (eccetto alcuni territori occupati dalla Spagna) fino al 2 marzo del 1956, data in cui il paese ha dichiarato la sua indipendenza. Dal 1975 occupa il Sahara Occidentale, motivo per cui si è sviluppato un movimento indipendentista con cui il governo ha avviato dei negoziati che però, ad oggi, non hanno dato risultati. Un referendum del 01/07/2011 ha sancito l’entrata in vigore della nuova Costituzione: il re nomina il Primo Ministro, espressione della maggioranza, ma mantiene uno stretto controllo sull’esecutivo.

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La Camera dei Deputati si compone di 365 membri eletti a suffragio diretto per un mandato quinquennale e da una Camera dei Consiglieri di 120 membri eletti per 5 anni dalle associazioni professionali e dagli organismi locali. Entrambe le camere hanno la possibilità di censurare il governo.

Il territorio del Marocco è suddiviso in 11 sezioni amministrative. Il Marocco reclama anche la sovranità sul territorio del Sahara Occidentale, il cui status politico è però considerato indeterminato dagli Stati Uniti.

La struttura del potere giuridico vede al suo vertice il Consiglio Superiore del Potere Giudiziario, un corpo di 20 membri presieduto dal monarca e che ha il potere di formare la Suprema Corte di Cassazione, organo di 5 giudici. La Corte Costituzionale invece è composta di 12 giudici. Il sistema giudiziario si basa su un misto di diritto francese e legge islamica (shari’a). Soltanto nel 2004 il codice di famiglia ha riconosciuto una serie di diritti personali e patrimoniali alle donne. È attualmente in vigore la pena di morte.

200 dirham

Economia

L’economia del Marocco ha giovato della prossimità all’Europa e dei costi di lavoro relativamente più bassi presenti nel paese. Dopo un periodo di grave indebitamento durante gli anni ’80 il Marocco ha adottato una serie di misure di austerità e pro-mercato sotto il controllo del Fondo Monetario Internazionale. Da quando il re Mohammed VI è salito sul trono l’economia marocchina si è distinta per una crescita stabile, un calo della disoccupazione e una bassa inflazione. La ripresa non è però bastata a proteggere il Marocco dalla crisi economica Europea iniziata nel 2008.

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Due accordi di libero commercio legano il regno del Marocco agli Stati Uniti e all’Europa, rispettivamente del 2006 e del 2008. Dal 2014 il calo del prezzo degli idrocarburi ha ridotto l’impatto dei tagli ai sussidi ai carburanti deciso l’anno precedente. Sempre nel 2014 il governo ha lanciato un piano per aumentare le produzioni di alto valore aggiunto.

Il settore primario è per oltre metà occupato dalla cerealicoltura. Si producono in particolare frumento e orzo, specie nella zona di Kènitra, ma anche barbabietola da zucchero, frutta e verdura. Redditizio è il settore della pesca, sviluppatosi grazie alla presenza di grandi porti pescherecci come Casablanca, Mohammedia e Agadir.

Il settore secondario vede il Marocco  tra i primi produttori al mondo di fosfati. In calo invece è la disponibilità di risorse combustibili come carbone e petrolio, che non riescono a coprire il fabbisogno del paese. La recente scoperta di giacimenti di gas e petrolio sulla costa dell’Atlantico e ad Essaouira potrebbe però cambiare la situazione.

Molto sviluppato il settore agroalimentare che attira investimenti esteri e che comprende oleifici, zuccherifici e conservifici.

Il settore terziario riesce a compensare parzialmente il deficit strutturale della bilancia commerciale grazie al turismo e alle rimesse degli emigrati. I maggiori complessi turistici sono situati a Casablanca, Marrakech, Agadir, Tangeri.

A discapito del progresso economico, il Marocco soffre tuttavia di un’alta disoccupazione, specialmente tra i giovani istruiti, così come di un alto tasso di analfabetismo nelle aree rurali. Per questo tra le riforme che si prospettano fondamentali nel breve-medio periodo vi sono quelle dell’istruzione e del sistema giudiziario.

SEZIONE 2 | SCENARI

Passato

Nel 788, circa un secolo dopo la conquista musulmana del Nord Africa, una serie di dinastie islamiche marocchine hanno preso il potere in Marocco. Durante il sedicesimo secolo la monarchia Sa’adi sotto la guida di Ahmad al-MANSUR (1578-1603) scacciò gli invasori stranieri e diede inizia ad un’era di prosperità. La dinastia Alaouite, alla quale la stessa famiglia reale marocchina oggi appartiene, affonda le sue radici nel diciassettesimo secolo.

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Nel 1860 la Spagna invase il Marocco del Nord: da qui la sovranità del Marocco è stata lentamente erosa in un secolo di rivalità commerciale tra le potenze europee. Nel 1912 infatti i francesi impongono un protettorato nel paese: una lunga ed estenuante lotta per l’indipendenza contro i francesi restituisce la sovranità al Marocco solo nel 1956. In questo stesso anno le città “internazionali” come Tangeri e molti dei possessi spagnoli passano sotto l’amministrazione indipendente marocchina. Il sultano Mohammed V, di cui l’attuale sovrano è nipote, organizzò il nuovo stato nascente sotto la forma di una monarchia costituzionale e venne incoronato nel 1957. Dal 1976, anno in cui la Spagna si ritira dal Sahara Occidentale, il regno del Marocco ha di fatto esteso i suoi domini su vaste porzioni di questo territorio (quasi l’80%). Tuttavia l’ONU non riconosce la sovranità e l’amministrazione del Marocco sul Sahara Occidentale. Le Nazioni Unite hanno pertanto monitorato fin dal 1991 il cessate-il-fuoco tra il Marocco e il movimento di liberazione del Sahara Occidentale, il Fronte Polisario, e ancora oggi conducono negoziazioni tra le due parti.

Presente

All’inizio del 2011 il re Mohammed VI ha risposto alle crescenti proteste a favore della democrazia implementando un programma di riforma che includesse una nuova costituzione, approvata poi in luglio dello stesso anno da un referendum popolare, con la quale alcuni nuovi poteri sono stati estesi al parlamento ed al primo ministro, anche se l’autorità ultima è rimasta nelle mani del monarca.

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Nel novembre del 2011 il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (JDP), un partito islamista moderato, ha conquistato il più gran numero di seggi in una elezione parlamentare, divenendo così il primo partito islamista alla guida del governo marocchino. Il governo ha approvato nel 2014 un’importante riforma che rende legale lo status di alcuni migranti e garantisce loro un accesso eguale all’istruzione, alla sanità ed al lavoro, anche se la xenofobia e il razzismo rimangono seri ostacoli nella società marocchina. La riforma costituzionale del 2011 ha permesso al Marocco nel 2015 di tenere le prime elezioni dirette per i consigli regionali. Nell’ottobre del 2016 il PJD ha nuovamente conseguito un record conquistando alle parlamentari il più grande numero di seggi nella storia marocchina.

La recente fatwa sull'apostasia è indice di una proiezione al futuro da parte della società marocchina

Futuro

Ecco le principali sfide che attendono il Marocco.

RIFORME

Dal punto di vista religioso, una recentissima decisione (fatwa) della massima autorità religiosa (islamica) del Marocco, il Consiglio Superiore dei dottori della legge (Ulema)ha aperto un importante dibattito sul tema dell’apostasia. Se infatti una fatwa dello stesso consiglio nel 2012 aveva decretato che il marocchino che si macchi del reato di apostasia è meritevole di una sola sentenza, quella capitale, il Consiglio degli ulema di Rabat ha messo nero su bianco in un documento intitolato “La via degli eruditi” che la pena per un apostata non debba essere la morte. Un dato rilevante, siccome in ben 13 paesi dell’Africa la pena capitale è in vigore per questo genere di reato.

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Dal punto di vista delle riforme economiche, il Marocco sta implementando un nuovo piano per lo sviluppo dell’energia rinnovabile ed ecosostenibile con l’obiettivo di produrre 2000 megawatt di energia solare entro il 2020 in 5 centri del paese.

Nel settore agricolo, si stima che dal 2008 gli export siano aumentati del 34%. Il Ministro dell’Agricoltura Aziz Akhannouch ha presentato un “Green Plan” volto a supportare 800.000 allevatori e contadini per migliorare le condizioni di vita di 3 milioni di persone che vivono nelle aree rurali e la cui sussistenza dipende dalla produzione agroalimentare.

Un importante passo avanti è stato fatto nel campo dell’assistenza sanitaria, con la presentazione di una nuova riforma che prevede l’istituzione della RAMED card, ideata per permettere a circa 8.000.000 di persone in stato di povertà di accedere ai servizi sanitari presso ospedali pubblici  e strutture mediche di proprietà statale.

DIRITTI UMANI

Secondo Human Rights Watch, il rispetto dei diritti umani in Marocco e nel Sahara Occidentale non è ancora omogeneamente garantito e presenta alcune notevoli eccezioni. Se alcune delle riforme di re Mohammed VI hanno portato avanti una liberalizzazione del paese, le autorità marocchine non di rado impongono restrizioni dei diritti umani per gruppi domestici e internazionali.  

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Molti in Marocco sono oggetto di lunghe carcerazioni in seguito a processi non equi e condanne di tipo politico: vi sono infatti leggi che prevedono la carcerazione per l’offesa alla monarchia, all’Islam e all’integrità territoriale, che restringono la libertà di espressione e di associazione. Spesso le autorità hanno tollerato manifestazioni di protesta, ma nei territori occupati del Sahara Occidentale sono solite reprimere manifestazioni locali a favore dell’auto-determinazione. Tra le recenti svolte positive per quanto concerne i diritti umani, una nuova legge ha posto fine ai processi militari contro i civili e un’altra ha garantito temporaneamente uno status legale ai richiedenti asilo riconosciuti dalle Nazioni Unite e a migliaia di migranti economici.

SICUREZZA

Per quanto il Marocco si presenti ad oggi come uno dei paesi più stabili dell’Africa mediterranea, la minaccia terroristica non è affatto passata in secondo piano. Dopo gli attentati dell’aprile 2011, dove un’esplosione a Marrakech ha ucciso 17 persone fra cui diversi turisti stranieri e ferito 25 altre, l’allerta è rimasta alta.

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Le autorità marocchine hanno messo in guardia di una crescente minaccia collegata al numero sempre maggiore di marocchini simpatizzanti e appartenenti a Daesh o ad altri gruppi terroristici, e non di rado vi sono state operazioni che hanno scovato celle terroristiche pronte ad attacchi in Marocco. Per questo in certe aree come gli hotel o altri siti turistici sono ad oggi visibili misure di sicurezza anti-terrorismo.

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